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E se..
Questi tempi hanno rallentato il nostro vivere, le nostre abitudini, ci hanno dato più tempo per fare riflessioni e piccoli - grandi pensieri sull’attualità che stiamo vivendo e sul futuro.
Certo a pensarcibene e a essere ottimisti il futuro ci sarà, pieno zeppo di E sé, ma ci sarà, con un presente con tanti E sé cercheremo di andare avanti. Infatti le parole che maggiormente ricorrono in questa riflessione sono E sé..
E sé iniziassimo a capire che i soldi e gli interessi sono importanti, ma non sono assolutamente tutto?

E sé cominciassimo a tagliare gli stipendi alla classe politica? Ma non per un risparmio economico come si potrebbe pensare, ma semplicemente perche qualcuno continuerebbe a fare il suo lavoro più redditizio e lascerebbe fare politica a chi veramente è animato di spirtito di sacrificio ed e disponibilità verso gli altri;
E sé si smettesse di vivere la politica come i romani al colosseo facevano durante la sfida tra gladiatori e bestie o nelle arene fra tori e toreri?
E sé i medici e i professori appoggiassero il cambiamento epocale, causa di gran parte dei mali della sanità pubblica, e decidessero di scegliere tra il pubblico o il privato?
E sé il 25 aprile fosse davvero la festa nazionale della liberazione senza più polemiche o negazionismi vari?
E sé il 1maggio fosse la festa dei lavoratori veri? Di chi riceve dal lavoro non  solo il minimo di sostentamento ma riceve  dignità e autonomia economica. Un lavoro vero senza contratti di pochi mesi che possa dare certezza e futuro ai giovani.
E sé la scuola diventasse davvero il posto dove i ragazzi si formano verso il mondo del lavoro
E sé si capisse una volta per tutte che il nostro ordinamento non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio.
E sé si iniziare a pensare a come non buttare via i soldi anzichè a come recuperarli aumentando le tasse e i sistemi di far entrare soldi nelle casse dello Stato e delle Regioni?
E sé si riportasse l’Educazione Civica nelle scuole?
iE sé si volesse far cadere il governo Conte per gestire le vagonate di miliardi messe in gioco da Stato e Comunità Europea
E sé smettessimo di fare gli esperti sui social, virologi, economisti etc...;
E sé iniziassimo a pensare a una riorganizzazione  della nostra vita come componente anche della vita deglia altri?
isorsE sé iniziassimo a parlare di equità anziché di uguaglianza?
E sé iniziassimo a pensare alle nostre coste come un patrimonio naturale da lasciare ai nostri figli anziché uno strumento per arricchire manager e multinazionali?
E sé si cominciasse ad affrontare realmente il problema dello spopolamento delle aree interne e di quelle interne – montane della Sardegna?
E sé pensassimo a fermare lo spreco di soldi pubblici nella costruzione del nulla per creare qualche infrastruttura utile per la nostra isola?
Ci si potrebbe scrivere un libro
So che non si risolve granché con gli E sé...,ma se notate bene ogni E sé...è uno spunto a una riflessione e un motivo di discussione.
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