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Alcuni dati sullo spopolamento in Sardegna
Già oggi la Sardegna perde 5.000 abitanti l'anno.Secondo l'ISTAT la Sardegna passerebbe da 1.653.135 abitanti del 2017 a 1.181.774 del 2065. Una perdita secca di oltre 471 mila abitanti. Che interessano con un altissima percentuale le aree interne della Sardegna.

Ultimi decenni. La percentuale dei comuni in calo demografico è stata di circa il 70% (270 comuni su 377) e di questi oltre un terzo (35,5%)ha registrato un decremento superiore al 40%.

La Sardegna è al penultimo posto tra le regioni d'Italia per tasso di natalità. In Sardegna all'ultimo posto i paesi delle zone interne.

Si è calcolato che nela nostra isola ci siano 261.120 case disabitate, pari al cirva il 28% del totale. Più dell'80% sono nei piccoli comuni. Questo patrimonio stà gia oggi creando problemi di carattere igienico sanitari, di degrado e disordine urbanistico. E' possibile che nel dibattito pubblico sul governo del territorio non si mettanoal primo posto queste emergenze?

Le dinamiche dei movimenti demografici sono strettamente legate all'andamento del reddito e alla presenza dei servizi. Cresce la popolazione nei grossi centri e nei comuni costieri, diminuisce nei paesi della Sardegna interna.

Bastano queste brevi considerazioni per far scattare un serio campanello d'allarme. Basterebbero queste considerazioni per far si che le istituzioni si rimbocassero le maniche ... 

Invece non è così. Con cadenze annuali se ne parla, qualche articolo e poi finisce tutto li.

Servirebbe una vera e propria inversione di marcia non solo dalle istituzioni e dalla politica.

Non possiamo più assistere rassegnati all'estinzione  di intere comunità in assoluto silenzio. Non possiamo rassegnarci alla sopravivenza ma come uomini e donne di questi territori siamo tenuti a individuare forme di resistenza civile, opponendoci  con forza a politiche che non tengono in considerazione i disagi di vivere nelle zone interne e nelle zone interene  montane della Sardegna.

Dibbiamo essere noi gli artefici di proposte nuove, che individuino nuovi modelli di sviluppo per queste aree, proposte e iniziative che portino gli Enti e le Istituzioni preposte ad intervenire con progetti seri per la salvaguardia del lavoro e dei servizi.

Utilizziamo questa piccola e semplice piattaforma come base di partenza.

Una base di di partenza che a nostro avviso non può in alcun modo prescindere da alcuni punti fondamnetali quali :

 Recepimento della Legge sulla Montagna. Una legge che riconosca la specificità delle aree montane, ne promuova lo sviluppo socio economico e persegua l'armonico riequilibrio delle condizioni di esistenza delle popolazioni montane, 

a del c la salvaguardia del territorio e la valorizzazione delle risorse umane e culturali;

La legge dipone provvedimenti a favore delle zone montane. (art. 44 della Costituzione). Legge 31 genna 1994 n. 97  Nuove disposizioni per le zone montane;

Un Piano di sviluppo per le aree interne e per le are interne montane della Sardegna;

Un Fondo di pereuazione sociale;

Agenzia Regionale per le zone interne e montane della Sardegna;